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Riabilitazione malattia di Parkinson FERB

 

Riabilitazione malattia di Parkinson

La malattia di Parkinson è una patologia neurodegenerativa a decorso cronico causa di un’importante e progressiva disabilità motoria. In Italia colpisce circa 250.000 persone.

La terapia farmacologica, utile nelle fasi iniziali di malattia, con il tempo perde di efficacia ed emergono fluttuazioni motorie e non motorie.  Vi sono inoltre sintomi che non rispondono al trattamento con  i farmaci tra questi l'instabilità posturale ed i disturbi del cammino che sono strettamente associati al peggioramento della qualità della vita anche in pazienti con malattia lieve-moderata. Basti pensare che a causa del disturbo dell’equilibro e delle conseguenti cadute la prevalenza delle fratture di femore nei malati di Parkinson è tre volte più elevata rispetto a quella dei controlli.

La terapia riabilitativa, definita come l'insieme delle strategie volte a ristabilire le migliori condizioni di autonomia attraverso il potenziamento delle facoltà residue, trova quindi ampio spazio come trattamento volto al mantenimento dell’integrità del quadro motorio, all’utilizzo di strategie compensatorie in caso di alterazioni funzionali e alla prevenzione delle complicanze secondarie all’ipomobilità.

La terapia fisica trova applicazione in ogni stadio della malattia: nelle prime fasi con l'obiettivo di mantenere e/o migliorare la motilità attraverso esercizi volti al ricondizionamento aerobico, alla mobilizzazione attiva e al mantenimento di particolarità e tono-trofismo muscolare e nelle fasi più avanzate con lo scopo di mantenere e/o migliorare la postura, l'equilibrio e la marcia anche attraverso l'utilizzo di stimoli sensoriali esterni visivi, acustici o propriocettivi (sensory cues) e di strategie neuropsicologiche. Tuttavia, malgrado l’esercizio fisico sia molto importante, esso da solo non è sufficiente a garantire un miglioramento della qualità di vita. E’ noto infatti che i programmi di riabilitazione maggiormente efficaci nel salvaguardare e migliorare l’autonomia nelle attività della vita quotidiana sono quelli basati sull’approccio multidisciplinare.

Nel nostro centro operano varie figure professionali al fine di garantire un’assistenza completa al malato parkinsoniano quali medico (neurologo e fisiatra), infermiere, fisioterapista, terapista occupazionale, neuropsicologo, psicologo clinico/psicoterapeuta, logopedista e nutrizionista; è possibile inoltre  usufruire di alcune  proposte riabilitative complementari quali  danzaterapia e yoga le quali hanno dimostrato di influenzare positivamente la qualità della vita dei pazienti.

In conclusione, è certo che la terapia fisica contribuisce a migliorare il benessere percepito dei pazienti parkinsoniani. Se gli incoraggianti studi epidemiologici sull’uomo e quelli su modelli animali, che sembrano indicare un potenziale ruolo neuroprotettivo dell’esercizio fisico, verranno  confermati,  la riabilitazione troverà un motivo in più per essere iniziata precocemente con il fine di rallentare l’evoluzione della malattia e preservare così la qualità della vita dei pazienti.

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