Stroke
Da un anno è in corso presso il Centro di Riabilitazione di Cernusco s/N uno studio osservazionale in pazienti con lesioni cerebrali acquisite.
Lo studio si propone la raccolta di misure oggettive della eccitabilità e connettività cerebrale in pazienti che a seguito di un insulto cerebrale (di eziologia ischemica, emorragica o traumatica) hanno perso funzioni cerebrali superiori o risultano in coma.
Lo studio viene condotto mediante una nuova tecnologia di indagine strumentale, la Stimolazione Magnetica Transcranica (TMS) EEG compatibile neuronavigata (Nextim - eXimia), acquisita dalla Fondazione Europea di Ricerca Biomedica.
L'obiettivo è raggiungere una migliore comprensione dei meccanismi alla base della perdita, ma soprattutto del recupero della coscienza e delle funzioni cerebrali superiori in quanto ciò consentirà di elaborare strategie terapeutiche e riablitative.
Il progetto nasce in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Cliniche dell'Università degli Studi di Milano e l'Université Européenne du Travail. Il giorno 2/5/2013 i ricercatori del progetto di ricerca si sono incontrati a Cernusco s/N per un tavolo tecnico nel quale sono stati discussi i risultati preliminari dello studio osservazionale e valutati due nuovo protocolli con valenza terapeutica nello stroke (ictus).
Lo stroke (ictus) è una condizione neurologica caratterizzata da una elevata incidenza a livello mondiale e rappresenta una delle principali cause di disabilità che si verificano nell'età adulya. Dopo sei mesi dall'evento, soltanto il 60% delle persone che ne sono colpite, anche se sottoposte tempestivamente a riabilitazione, riacquista la propria indipendenza nelle attività della vita quotidiana per la persistenza di sintomi neurologici come l'afasia, l'eliminattenzione spaziale unilaterale (neglect) ed il decifit motorio agli arti.
Il decifit neurologico è il risultato della perdita di funzione delle zone di cervello direttamente colpite dall'evento vascolare e di fenomeni di riorganizzazione funzionale (plasticità dei circuiti corticali). Questi ultimi porterebbero ad una anomala interazione tra le aree corticali appartenenti all'emisfero sano e quelle appartenenti all'emisfero lesionato, sarebbe aumentata l'inibizioneinteremisferica operata dalle aree corticali sane sulle aree corticali danneggiate dell'emisfero controlaterale.
Oggi è possibile indurre cambiamenti della plasticità corticale tramite l'utilizzo di due tecniche di stimolazione cerebrale non invasiva, la stimolazione magnetica transcranica ripetitiva (rTMS) e la stimolazione transcranica a corrente diretta (tDCS).
La sfida che si propongono i ricercatori è determinare un miglioramento dei risultati indotti dalla riabilitazione tradizionale associandole la stimolazione cerebrale non invasiva.















