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Lo stroke (ictus) è una condizione neurologica caratterizzata da una elevata incidenza a livello mondiale e rappresenta una delle principali cause di disabilità che si verificano nell'età adulta. Dopo sei mesi dall'evento, soltanto il 60% delle persone che ne sono colpite, anche se sottoposte tempestivamente a riabilitazione, riacquista la propria indipendenza nelle attività della vita quotidiana per la persistenza di sintomi neurologici come l'afasia, l'eliminattenzione spaziale unilaterale (neglect) ed il decifit motorio agli arti.

Il decifit neurologico è il risultato della perdita di funzione delle zone di cervello direttamente colpite dall'evento vascolare e di fenomeni di riorganizzazione funzionale (plasticità dei circuiti corticali).

Da tre anni è in corso presso il Centro di Riabilitazione di Cernusco s/N uno studio osservazionale in pazienti con lesioni cerebrali acquisite.

Lo studio si propone la determinazione di misure oggettive della eccitabilità e connettività cerebrale in pazienti che a seguito di un insulto cerebrale (di eziologia ischemica, emorragica o traumatica) hanno perso funzioni cerebrali superiori o risultano in coma.

Lo studio viene condotto mediante una nuova tecnologia di indagine strumentale, la Stimolazione Magnetica Transcranica (TMS) EEG compatibile neuronavigata (Nextim - eXimia), acquisita dalla Fondazione Europea di Ricerca Biomedica.

L'obiettivo è raggiungere una migliore comprensione dei meccanismi alla base della perdita, ma soprattutto del recupero della coscienza e delle funzioni cerebrali superiori; questi meccanismi porterebbero ad una anomala interazione tra le aree corticali appartenenti all'emisfero sano e quelle appartenenti all'emisfero lesionato, sarebbe aumentata l'inibizione interemisferica operata dalle aree corticali sane sulle aree corticali danneggiate dell'emisfero controlaterale. Tutto ciò consentirà di elaborare strategie terapeutiche e riabilitative.

Il progetto nasce in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Cliniche dell'Università degli Studi di Milano e l'Université Européenne du Travail.

Oggi è possibile indurre cambiamenti della plasticità corticale tramite l'utilizzo di due tecniche di stimolazione cerebrale non invasiva, la stimolazione magnetica transcranica ripetitiva (rTMS) e la stimolazione transcranica a corrente diretta (tDCS).

La sfida che si propongono i ricercatori è determinare un miglioramento dei risultati indotti dalla riabilitazione tradizionale associandole la stimolazione cerebrale non invasiva.

Un altro studio avviato in collaborazione con l’Università di Pavia è orientato al miglioramento dell’utilizzo dell’arto superiore lesionato a seguito di insulto cerebrovascolare per mezzo di un noto programma sviluppato in Nord America, il GRASP ( Graded ripetitiva Arm programma complementare ), si tratta un programma di esercizi indirizzati al recupero motorio della mano e del braccio che sono stati sviluppati per i pazienti colpiti da ictus con disabilità agli arti superiori. E’ risaputo che maggiore è l’intensità dell’attività rieducativa della mano e del braccio subito dopo un ictus può migliorare i risultati . GRASP fornisce un metodo per intraprendere un programma di esercizio auto-diretto al braccio ed alla mano.

L’evidenza scientifica ha dimostrato che i pazienti che hanno completato la cura di riabilitazione standard GRASP hanno migliorato le performances nell’utilizzo del braccio e della mano rispetto ad un gruppo di controllo che aveva ricevuto solo cure di riabilitazione standard.

Il miglioramento del recupero della funzione è stata dimostrata quando i pazienti sono stati dimessi dall'ospedale di riabilitazione ed in follow-up a 5 mesi post-ictus .

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